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Candia
 
Nome : Candia
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Nazionalità : Italia

Anno costruzione : 1530
Cantiere : n.d.
Categoria : n.d.
Propulsione : vela
Altri dati : Tipo: galeone a tre alberi
Varo: 15311 circa
Lunghezza: m 33,011 (dal bompresso)
Larghezza: m 8.51)
Inunersione: m 4,00 Dislocamento: t 650
Armamento: prima batteria: 10 colubrine da 19 libbre; seconda batteria: IG semi-colubrine da 9 libbre
Equipaggio: 120 uomini; I00 soldati

Brevi Note: Munito di una corazzatura in piastre metalliche, che aveva lo scopo di proteggere i combattenti che si trovavano sul ponte, il Candia fu una magnifica nave da battaglia. La sua struttura massiccia, però, lo rendeva estremamente pesante e poco maneggevole. Il galeone veneziano faceva parte dell'imponente flotta che, alla fine dell'estate del 1538, aveva preso il mare al comando (lei genovese Andrea Doria, ammiraglio dell'imperatore Carlo V, con il fine di infliggere una severa e definitiva lezione alle galee di Khair-ad-din, detto Barbarossa, il corsaro turco che dominò la scena del Mediterraneo durante la prima metà del XVI secolo. Sotto Andrea Doria erano riunite le flotte di Genova, di Venezia e dello Stato pontificio. Dopo aver invano cercato di stanare le navi turche dalla baia di Ambracia, sulla costa greca, dove si erano rifugiate, Andrea Doria si ritirò con la sua flotta presso l'isola di Leucade, cercando di attirare il Barbarossa in mare aperto. 1 turchi abbandonarono il loro rifugio e attaccarono. Ma mentre la flotta alleata iniziava la manovra di spiegamento, il possente Candia, comandato da un valoroso veneziano, Alessandro Condalmiero, rimase indietro, attardato dalla debolezza del vento. Il 28 settembre 1538 l'intera flotta di galere turche attaccò a ondate successive il galeone immobilizzato. Alla prima salva delle artiglierie turche, infatti, un colpo ben diretto aveva spezzato l'albero maestro della nave veneziana. La tattica di Condalmiero fu di non colpire le navi avversarie isolatamente; la scelta si rivelò giusta: quando la prima ondata di galere si trovò a poche centinaia di metri dal galeone, una valanga di fuoco e di morte si abbatté sui turchi. Il Candia resistette per tutta la giornata agli assalti nemici. Prima di questo scontro, per la vittoria in Lui combattimento navale, erano decisivi la maneggevolezza di una nave e l'abbordaggio finale, ma ora le navi a vela potevano essere costruite per sopportare un pesante armamento, quasi simile a quello di una fortezza di terra. La battaglia (malgrado la sconfitta dei veneziani) dimostrò quindi ancora una volta che una nave a vela era superiore a qualsiasi galera a remi.

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