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Marsala, è arrivata finalmente la nave romana. "Sarà pronta a gennaio".
11 novembre 2016

E' arrivata ieri a Marsala la nave romana. Il relitto, scoperto nel tratto di mare di Marausa a 150 metri dalla foce del fiume Birgi, è arrivato ieri al museo del Baglio Anselmi dove già si trova la grande nave fenicia recuperata al largo delle Egadi affondata nel 241 avanti Cristo durante la più grande battaglia navale delle guerre puniche.
La nave tardo romana è arrivata disassemblata, divisa in diverse casse. Quello arrivato a Marsala è uno dei relitti meglio conservati in circolazione. “Al Baglio Anselmi c'è già la chiglia, adesso si dovrà sistemare l'ala espositiva e poi, a gennaio, si cominceranno ad assemblare i pezzi che saranno pronti nel giro di un paio di settimane”, ha detto il consigliere comunale Arturo Galfano, che lavora al Baglio Anselmi.
Per la fruizione però si dovrà aspettare che finiscano i lavori di restyling del Baglio Anselmi, in corso da un anno, e che hanno comportato un dimezzamento degli ingressi al museo e al Parco archeologico.





L'annuncio del ritorno della nave di Marausa è stato dato, qualche giorno fa, dal sovrintendente del mare Sebastiano Tusa che 15 anni fa la individuò su segnalazione di due subacquei e ne curò il recupero.
Il caso ha voluto che attorno alla nave di epoca tardo romana, naufragata durante il trasporto di un carico alimentare, si sia formata una fittissima coltre. L'ambiente anaerobico così creato ha impedito il degrado del legno. La nave è stata quindi recuperata, smontata pezzo per pezzo e sottoposta a un complesso lavoro di desalinizzazione e di restauro in un laboratorio specializzato di Salerno. I pezzi sono stati poi stabilizzati con sostanze a base di amidi e zuccheri. L'intera operazione è stata finanziata con i fondi del Lotto.
"La nave di Marausa - ha detto l'archeologo Tusa - contribuisce ad approfondire le conoscenze sulle intense relazioni commerciali tra la Sicilia e l'Africa settentrionale in epoca tardo romana e offre un quadro di integrazione economica soprattutto nell'ambito della produzione agricola".
Sulla nave romana negli ultimi mesi si sono spese molte polemiche tra Marsala e Trapani. Esponenti politici e amministratori del capoluogo infatti hanno rivendicato la “proprietà” del relitto trovato per qualche centinaio di metri nel territorio trapanese. Era stato anche ipotizzato di installare la nave al Museo Pepoli, diretto da Luigi Biondo, che oggi dirige anche le aree archeologiche di Marsala. Poi è prevalsa la soluzione di Baglio Anselmi, soprattutto per la natura del museo vocato all'archeologia navale.
Con questo importante relitto il museo si arricchisce ancora di più, ma rimangono i problemi di sempre. Ossia quello della manutenzione delle aree archeologiche che lo circondano e della manutenzione stessa del baglio, il tutto per lo scarso impiego di fondi della Regione, proprietaria delle aree.

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