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Storie di mare, di cantieri e di maestri d’ascia
14 luglio 2017



Manfredonia non è solo una città con il mare ma è una città di mare. Storie di regnanti, nobili, briganti e commercianti hanno da sempre avuto uno strettissimo rapporto con le rive del golfo. Un rapporto indissolubile quello tra i manfredoniani e il mare, un legame che diventa viscerale nelle storie di chi il mare lo ha sempre considerato come migliore amico. Sono le storie dei pescatori ma anche quelle dei maestri d'ascia e di chi ha operato presso i cantieri di Manfredonia. Abbiamo incontrato Lorenzo Campo, classe 1939, uno degli storici maestri d'ascia garganici. “Nella mia famiglia tutti hanno sempre avuto uno stretto legame con il mare” – ci spiega nel suo storico laboratorio di via Palatella. “Mio nonno, originario di Marsala, si trasferì per motivi di lavoro dalla sua Sicilia a Manfredonia, fu così che la mia famiglia si stabilì in riva al golfo”. Ci racconta di aver cominciato a muovere i primi passi quando aveva soltanto 15 anni. “Cominciai ad avvicinarmi a questo mestiere presso il cantiere di Alfredo Rucher, uno storico maestro d'ascia di Manfredonia che morì a causa di una cancrena causata da un brutto incidente” – ci spiega. In quegli anni il cantiere Rucher era una vera istituzione per la marineria locale, sorse prima della seconda guerra mondiale e crebbe proprio negli anni in cui Manfredonia vedeva la nascita e lo sviluppo del suo primo lungomare. Nel ‘900 furono numerosi i cantieri operanti a Manfredonia, come ci spiega Lorenzo Campo, tra i più storici ricordiamo il cantiere Fortunato-Colaianni e quello Prencipe, situato nei pressi di Piazzale Diomede. “Nel 1971 ebbi una discussione presso il cantiere per il quale lavoravo, così decisi di trasferirmi ad Ostia, dove imparai a lavorare la vetroresina nei cantieri per imbarcazioni da diporto. Dopo qualche mese, però, rientrai a Manfredonia e ripresi la mia amata attività, questo mestiere ti entra nell'anima”. Il maestro d'ascia ci racconta anche del suo amore per il disegno e per il modellismo, una passione cresciuta e maturata già negli anni della leva militare. “A parecchi modellisti ho insegnato il disegno tecnico e la tecnica di costruzione delle imbarcazioni, non mi soffermo mai soltanto sui modelli esistenti ma mi piace molto inventare modelli tutti miei; ne ho progettati e realizzati tanti sia con la tecnica ‘a costole' che con quella a ‘pane e burro' ”. Lorenzo Campo in passato ha fatto parte di un'associazione locale nata per divulgare e promuovere il modellismo navale e quando gli domandiamo quali sono i suoi progetti futuri ci risponde: “Vorrei tramandare la mia passione ai giovani manfredoniani, mi piacerebbe parlare del nostro lavoro nelle scuole; un mio desiderio è quello di lasciare a qualcuno questo enorme patrimonio che altrimenti rimarrebbe a marcire in questo laboratorio, un' idea sarebbe quella di realizzare un Museo della Nave nel quale conservare e rendere fruibili tutte le nostre ricchezze”. Sono tanti i veri professionisti del mestiere che metterebbero a disposizione il proprio sapere. Uno di questi è sicuramente Andrea Salcuni, attento ed appassionato professionista manfredoniano che con la sua arte di maestro d'ascia ha dato lustro al settore per oltre 50 anni, quando i mestieri si dividevano nelle tre grandi categorie di ‘scalista', ‘calfatere' e carpentiere, mestieri che associati trasversalmente davano vita al vero maestro d'ascia. Lorenzo Campo, Eliseo Borgomastro e altri appassionati di modellismo navale delle associazioni locali, in queste settimane, stanno lavorando per organizzare una mostra di modellismo dal titolo “Il Trabbacolo: il legno dell'Adriatico”, che si terrà a Manfredonia dal 23 al 30 luglio presso la sede del Centro Velico del Gargano.

Giovanni Gatta

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