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bussola Storia della cartografia nautica
La cartografia nautica è un prodotto tipicamente mediterraneo, frutto della secolare esperienza della navigazione lungo le coste del mare interno.
Il comparire quasi improvviso di queste carte tramandateci, per lo più in copie manoscritte, a partire dalla seconda metà del sec. XIII, così perfette di fronte alle cervellotiche rappresentazioni dei mappamondi, costituisce già un problema complesso e difficile da risolvere. L’origine va ricercata nell’esperienza millenaria delle distanze costiere da porto a porto, da promontorio a promontorio. Restano poco chiare le fasi che hanno portato al comparire quasi improvviso di queste carte. Quello che è ben evidente e sicuro è il fatto che all’esperienza millenaria si aggiunse, dopo le Crociate, l’uso della bussola, che permise delle nuove e questa volta sicure determinazioni di rotta.
Si ha a che fare, in sostanza, con un prodotto che rappresenta il coordinamento di tutti i rilevamenti operati nei mari dei quali si compone il bacino mediterraneo, fatti ad uso esclusivo dei naviganti, con l’indicazione del contorno costiero, degli approdi, degli scogli e di altri punti pericolosi.

Rosa dei venti La rosa dei venti e la cartografia piana.
In questo tipo di carte non esiste ancora un reticolo di meridiani e di paralleli, ma un intrecciarsi di linee del tutto particolari, che si fondava sulla rosa dei venti. Si tratta di solito di una rosa, disposta al centro, con sedici raggi e punte, cui fanno corona altrettante rose periferiche, disposte in cerchio e spesso variamente decorate. Da ogni rosa si irradiano i rombi, cioè le linee corrispondenti alle direzioni dei venti, suggerite dai punti cardinali (in genere trentadue). Nelle carte più grandi possono esserci rose esterne al cerchio o due sistemi di rose, fra loro tangenti. I venti sono diversamente colorati, affinchè non si possano confondere fra loro; quelli principali (indicati con l’iniziale del loro nome italiano) in nero, i mezzi venti e le quarte in rosso.
Il notevole apparato delle rose e dei rombi che attraversavano le varie carte fornivano due indicazioni ben precise:
° le carte nautiche non sono il risultato di alcun sistema di proiezione;
° il loro è un uso anzitutto pratico, quello cioè di strumento per la navigazione.
Le carte venivano tracciate "alla bussola", badando a porre cioè ogni località, ogni tratto di costa, nella giusta direzione rispetto ai punti cardinali. Una volta "segnati" sulla carta i punti di partenza e di arrivo, era sufficiente individuare i rombi da seguire nella speranza che i venti fossero favorevoli, portare la nave su di essi e conservare il più possibile la medesima direzione, malgrado lo scarrocciamento dovuto al moto ondoso e la deriva determinata dalle correnti; qualora fosse necessario, dopo un certo tratto, prendere un’altra direzione, bastava piegare la prua secondo un altro rombo. Naturalmente bisognava contemporaneamente segnare sulla carta la distanza che si stimava di aver percorso. E’ questo il sistema della navigazione "piana" (perchè non teneva conto della forma sferica della Terra):

Coste di Corsica e Sardegna in un atlante del 1474 Il disegno della costa e delle terre.
I promontori, le baie, le foci dei fiumi e le isole minori sono, di norma, ingranditi. Le coste hanno la frastagliatura molto accentuata ed appaiono suddivise in piccoli tratti. Le rientranze sono disegnate con semicerchi spesso molto regolari ed anche il contorno delle sporgenze segue linee rette o leggermente arcuate. Tutto questo veniva fatto di proposito perchè le coste, viste dal mare, rivelano solamente i loro tratti più salienti, senza i particolari minuti. Sono segnati però, con linee o serie di puntini, i bassifondi e le aree lagunari, e, con crocette, gli scogli.

La Spagna in una carta dell’Ortelio La parte interna delle terre, specialmente nelle carte più antiche, viene del tutto trascurata. La direzione e lo sviluppo dei fiumi hanno un andamento quasi sempre convenzionale, come, del resto, sono rappresentate senza un preciso rapporto di distanza e di orientamento le città. I prospetti delle città, in special modo quelle che si affacciano sul mare, appaiono molto ingranditi e ripetono alcuni particolari architettonici; di frequente, dipinti a colori vivaci, spiccano le bandiere e gli stemmi dei vari Stati.
Molte regioni lontane si arrichhiscono di figure di animali, di piante, di legende. I nomi delle località o di altri elementi geografici sono riportati perpendicolarmente alle coste, dal mare all’interno, salvo che per le isole costiere, per le quali si usava la direzione inversa
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La Carta Pisana La carta "Pisana".
Pur lasciando irrisolta la questione dell’origine della cartografia nautica, si può assumere la fine del XIII secolo come sicuro termine iniziale di riferimento. L’eccellenza dei primi documenti lascia supporre, tuttavia, che essi siano stati preceduti almeno da tentativi preliminari e parziali. A questo proposito è significativo ricordare la più nota di queste prime carte nautiche da noi posseduta, la cosidetta Carta Pisana (così detta perchè ritrovata a Pisa), anonima ma indubbiamente di fattura genovese che, dai più, è fatta risalire alla seconda metà del sec. XIII. Per la sua antichità e per talune caratteristiche del disegno, occupa una posizione a sè e resta isolata nell’evoluzione della cartografia nautica.
Tratto dal CD Geographia DeAgostini multimedia
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