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Phenix
 
Nome : Phenix
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Nazionalità : Francia

Anno costruzione : 1664
Cantiere : n.d.
Categoria : n.d.
Propulsione : vela
Altri dati : Tipo: vascello a tre ponti di seconda classe
Progetto: 1664
Lunghezza: m 57,80
Larghezza: m 12,08
Immersione: m 5,87
Dislocamento: t 1500
Armamento: prima batteria: 34 cannoni da 42 libbre; seconda batteria: 28 cannoni da 24 libbre; terza batteria: 22 cannoni da 18 libbre
Equipaggio: 684 uomini

Brevi Note: Due album, conservati presso il Servizio Idrografico della Marina francese, e noti come Atlas de Colbert, contengono i piani originali del Phénix. Questa raccolta prende nome dal ministro di Luigi XIV, Jean-Baptiste Colbert (1619-1683), il quale giocò un ruolo di primo piano nella riorganizzazione della Marina mercantile francese. I piani di costruzione erano del maestro carpentiere Coulomb, operante a Tolone. Il principio costruttivo era semplice: si prendeva il numero di cannoni destinati a venire imbarcati e ci si costruiva intorno lo scafo. Infatti l'esperienza, tramandata da padre in figlio e da una costruzione all'altra, consigliava di considerare il calibro dei cannoni della prima batteria, quella inferiore, per determinare le dimensioni degli sportelli per le canne delle bocche da fuoco e la distanza fra l'uno e l'altro. Il numero di questi cannoni forniva la lunghezza da prua a poppa addizionando semplicemente la larghezza e gli intervalli degli sportelli. Dalla lunghezza del vascello se ne deduceva la lunghezza della chiglia, la sezione maestra, il numero dei ponti e la distanza fra essi. Questo metodo portava inevitabilmente a una diversità notevole fra costruzione e costruzione. Bisognerà attendere il 1670 e l'istituzione del "Consiglio per la costruzione", stabilito nei vari porti, per vedere apparire una serie di regole unificatrici, non sempre però seguite alla lettera. Il Phénix era caratterizzato da un elemento estremamente indicativo della cantieristica dell'epoca: la linea di galleggiamento, quella cioè che divideva la parte immersa dello scafo da quella emersa, non seguiva l'andatura della linea di chiglia. Solo la pratica permetteva ai marinai di assicurare il carico a bordo in modo da garantire allo scafo il miglior assetto sull'acqua. A tal proposito, si racconta che il comandante di un vascello a due ponti aveva notato che durante la notte, quando la maggior parte dell'equipaggio si trovava negli alloggi di prua per il turno di riposo, la sua nave camminava meglio. Trovandosi a dover dare la caccia a una fregata inglese alla luce del giorno, ebbe l'idea di inviare nei loro alloggi gli uomini che non erano di servizio: guadagnò così velocità riuscendo a raggiungere il suo avversario. II Phénix fu uno degli ultimi vascelli dotati del timone a barra, sistema di governo che scomparve agli inizi del XVIII secolo, sostituito dal più pratico meccanismo a ruota.

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