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San Juan Nepomuceno
 
Nome : San Juan Nepomuceno
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Nazionalità : Spagna

Anno costruzione : 1779
Cantiere : n.d.
Categoria : n.d.
Propulsione : vela
Altri dati : Tipo: vascello a due ponti di terza classe
Varo: 1779
Lunghezza: m 65,70
Larghezza: m 10,80
Immersione: m 6,00
Dislocamento: t 1500
Stazza: t 2700 -
Armamento: prima batteria: 28 cannoni da 36 libbre; seconda batteria (ponte di coperta): 30 cannoni da 24 libbre
Equipaggio: 637 uomini

Brevi Note: Minime erano le differenze tra un vascello di terza classe come il San Juan Nepomuceno e quella che sarà per lungo tempo la più efficace tra le navi da battaglia: la fregata. Vanno notate, a questo proposito, due caratteristiche qualificanti che avvicinavano sensibilmente i due tipi di nave: la linea del ponte di coperta, abbastanza sgombra rispetto a costruzioni della medesima classe, e l'assenza quasi totale delle elaborate decorazioni di poppa. La prora poi sembrava anticipare l'innovazione apportata alla costruzione nautica dall'architetto Robert Seppings che, nel 1804, dovendo trasformare il vascello di 2a classe da 90 cannoni Namur in un 3a classe da 74, gli lasciò la prora arrotondata.
Il San Juan Nepomuceno non aveva eccessiva velocità e maneggevolezza nelle manovre e in effetti non poté essere impiegato né in avanscoperta, né per dare la caccia a unità più veloci, né ebbe la possibilità di battersi con successo con i più pesanti e lenti vascelli da 100 cannoni. Come tutte le navi spagnole, aveva la carena rivestita di rame. Fin dal XVI secolo (ma il sistema era già noto ai romani), lastre di piombo erano poste sulla parte immersa dello scafo per difendere il legno dalla teredine.
L'adozione del rame al posto del piombo risale al 1670 e fu dovuta agli inglesi: il sistema, anche se esponeva le parti in ferro della nave agli effetti della corrosione galvanica, preservava il legno dall'attacco dei parassiti marini e, mantenendo lo scafo più pulito, ne aumentava la velocità. II San Juan Nepomuceno fu presente a Trafalgar, battaglia che segnò l'inizio del declino della potenza napoleonica in Europa. Comandato da Damian Churruca, che a bordo della nave perse la vita nel corso del combattimento, dopo essersi battuto con un impegno che suscitò l'ammirazione dei suoi avversari, il vascello spagnolo dovette arrendersi con altri 11 al fuoco delle navi di Lord Collingwood. II giorno seguente il celebre scontro le imbarcazioni prede del combattimento, ostacolate da una forte burrasca, si trovarono nell'impossibilità di manovrare. Col lingwood, non potendo controllare tutte le navi catturate, fu costretto a prendere una triste decisione: incendiarne qualcuna, riportando a Gibilterra soltanto il San Juan Nepomuceno, il Bahama e il San Ildefonso. Lo scafo del Nepomuceno fu conservato a lungo nel porto di Gibilterra come ricordo galleggiante della celebre vittoria inglese.

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