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Narcissus
 
Nome : Narcissus
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Nazionalità : Gran Bretagna

Anno costruzione : 1875
Cantiere : n.d.
Categoria : n.d.
Propulsione : vela
Altri dati : Tipo tre alberi a nave
Varo 1875
Lunghezza: m 73,00
Larghezza: m 13.07
Immersione: m 5,20
Dislocamento: t 4340
Equipaggio: 46 uomini

Brevi Note: Narcissus è un nome che evoca, nella nostra fantasia, immagini di pericolose navigazioni, di uomini coraggiosi, di mari scatenati e di calme estenuanti. Tutto ciò grazie alle magistrali descrizioni di Teodor Józef Konrad Korzeniowski, più noto come Joseph Conrad, uno dei maggiori scrittori di lingua inglese e, forse, il più grande narratore di storie di mare. Di origine polacca, Conrad nel 1884 si era imbarcato sul Narcissus come secondo ufficiale; nel 1894, dopo aver ottenuto il brevetto di capitano di lungo corso, smise di navigare e si dedicò a scrivere romanzi, saggi e racconti, tra i quali fa spicco /l negro del Narcissus, il romanzo dalle cui pagine balza con evidente chiarezza l'immagine della nave e del suo equipaggio, nel corso di una traversata fra Bombay e Dunkerque. " 11 Narcissus", scrive Conrad, "era nato fra vortici di fumo nero, fra lo squiilio dei martelli che battono il ferro, sulle rive della Clyde. Sotto quel cielo grigio, su quel fiume rumoroso, vedono il giorno splendide creature che vengono al mondo per essere amate dagli uomini. Il Narcissus era di quella stirpe perfetta. Meno perfetto, forse, di tante altre navi, ma incomparabile perché era nostro e noi ne andavamo orgogliosi". Il Narcissus era stato costruito nel 1875 a Glasgow, dove i cantieri navali erano celebri e numerosi. A prua aveva il tradizionale castello, mentre sul ponte di coperta sporgevano una ben equilibrata tuga e un lungo cassero, un ponte rialzato, dall'albero di mezzana all'estrema poppa. Sul cassero erano installate la ruota del timone e la bussola. Il Narcissus aveva un'alberatura a nave, e cioè a tre alberi ognuno armato con cinque vele quadre: la maggiore o vela bassa, la gabbia fissa, la gabbia volante, il velaccio e il controvelaccio. I pennoni, che reggevano le vele di gabbia, e il velaccio erano completati dalle pennole, aste sporgenti orizzontali che servivano per aprire al vento alcune vele supplementari, di forma trapezoidale, dette coltellacci. Il bompres
so, l'albero orizzontale all'estrema prua, aveva quattro fiocchi; tra gli alberi venivano issate le vele di straglio, e l'albero di mezzana era armato di randa e controranda.
Dopo aver navigato lungo le rotte dell'Oriente, nel 1899 il Narcissus fu acquistato dall'armatore Vittorio Bertolotto, di Camogli. Sfortunatamente, il 17 gennaio 1907, mentre dirigeva verso Talcahuano, sulle coste cilene, il Narcissus venne danneggiato da una violenta tempesta e giunse penosamente a Rio de Janeiro il 19 maggio successivo. Rientrato in Italia, il veliero fu disalberato e adibito a pontone nel porto di Genova. Nel 1917 fu riarmato e, con il nome di iris, venne iscritto al dipartimento marittimo di Rio de Janeiro dove, il 14 gennaio 1922, venuto a collisione con un'altra nave, affondò. La sua polena è conservata nel porto di Mystic, nel Connecticut.

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