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Il galeone: superba sintesi di velocità e manovrabilità
Alla notizia che la sua "Invencible Armada" era stata distrutta non tanto dal fuoco delle navi britanniche quanto dallo scatenarsi degli elementi naturali, Filippo II di Spagna esclamò: "Ho mandato le mie navi a combattere contro gli inglesi e non contro il vento e le onde. Sia lodato Iddio ". Le navi che costituivano il nerbo della potente flotta del sovrano spagnolo erano i galeoni.

santissima madre Il nome "galeone" apparve per la prima volta negli Annali genovesi del XII secolo: stava a indicare una galea minore, spinta da 6080 remi, utilizzata con compiti di avanscoperta. Il galeone vero e proprio nacque nel corso del XVI secolo come evoluzione della galea, allo scopo di utilizzare le qualità manovriere di quest’ultima per le nuove, impegnative navigazioni oceaniche su lunghe di
stanze. Paragonato alla caracca, la "nao" quattrocentesca per eccellenza, il galeone aveva proporzioni maggiori: lunghezza tripla rispetto alla larghezza, a sua volta doppia dell’altezza. La prua ricordava ancora quella della galea, ma il lungo sperone di quest’ultima si era trasformato, perdendo ogni funzione offensiva, nel sostegno per l’albero di bompresso. Le sovrastrutture di prua e di poppa diventarono altissime e racchiusero due o più ordini di ponti. Il cassero di poppa era superbamente ornato con statue lignee e figure allegoriche che si prolungavano talvolta fino all’altezza dell’albero maestro posto a centro nave. Il cassero, inoltre, all’altezza del ponte di coperta, era munito di otto o dieci portelli per i pezzi di artiglieria minore; altri sette o otto cannoni erano disposti sui casseretti, i ponti superiori del cassero. Il ponte più importante non era quello di coperta, ma quello immediatamente sotto, chiamato primo ponte di batteria, nel quale venivano disposte le artiglierie più pesanti, con l’evidente scopo di favorire, con una migliore distribuzione dei pesi, l’equilibrio in acqua dello scafo

spaccato Un galeone del XVI secolo misurava 4042 m di lunghezza per 10 m circa di larghezza. Le flotte francese, spagnola, inglese ebbero nel galeone
l’unità da combattimento per eccellenza. I galeoni inglesi della fine del XVI secolo avevano lo scafo più basso e slanciato e il castello di prua a un solo ponte. Gli olandesi, infine, crearono un tipo di galeone in cui l’albero di trinchetto era posto superiormente al castello di prua, mentre le sovrastrutture poppiere erano più basse e più sobriamente decorate. L’equipaggio, circa 300 uomini, mangiava e dormiva nelle batterie mentre capitano e ufficiali alloggiavano a poppa. Il galeone fu veliero sia militare sia mercantile, e come tale potentemente armato. Verso la metà del XVII secolo, per far fronte alle nuove esigenze della guerra sui mari, si passò al vascello, meno ornato ma più adatto alla navigazione e al combattimento.
Il galeone nacque in effetti dall’esigenza di sostituire la caracca con una nave più grande che riunisse in sé velocità e manovrabilità. Sul galeone venne ridotto il numero dei fanti imbarcati, i quali costituivano a volte la maggior parte degli uomini presenti a bordo. Si poté così diminuire l’ingombro degli alti castelli di prua e di poppa, destinati in genere al ricovero dei soldati imbarcati. Tali sovrastrutture, con le loro solide e massicce linee costruttive, costituivano infatti un ostacolo alla spinta propulsiva del vento. Aumentarono perciò le prestazioni della nave sotto vela. L’Inghilterra non fu inizialmente all’avanguardia nella costruzione del galeone perché preceduta, per qualità tecniche e nautiche, prima dall’Olanda e poi dalla Francia.

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