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La fregata: grande protagonista di battaglie navali.
Quasi tutti i grandi velieri dei secoli passati traggono il loro nome da precedenti tipi di navi, di minori dimensioni, la cui propulsione principale era rappresentata dai remi. Non fa eccezione la fregata, la grande nave a vela militare e mercantile che, a partire dal XVIII secolo, soppiantò la 6^ classe delle navi di linea.

Se l’etimologia del termine non è chiara, forse più preciso è il luogo d’origine di questa nave, il Mediterraneo; mare che ancora nel Seicento vedeva navigare un tipo di piccola unità lunga poco più di 10 m, mossa da due alberi armati con vele latine e 12 remi, chiamata "fregata". Nella marineria spagnola, verso la fine del XVI secolo questo termine indicava un’imbarcazione a vela, eminente
mente mercantile, adibita al traffico delle merci con le colonie sudamericane. Nei mari del Nord e, pressappoco nella stessa epoca, le "frégate" o "frégate" erano le veloci navi corsare che agivano sulla Manica o in Atlantico facendo capo ai porti di Dunkerque e di Ostenda.

sestante Dobbiamo alla cantieristica inglese la costruzione della prima nave ufficialmente denominata fregata. Poco dopo la metà del XVII secolo si chiamarono fregate anche quelle navi mercantili la cui caratteristica principale era la velocità. Essa era dovuta non solo alle particolari linee dello scafo, ma anche all’aumentata e perfezionata attrezzatura velica. Apparvero le cosiddette vele di "strallo" che, derivate dalla vela latina, venivano poste tra gli alberi.
Alle tre vele degli alberi principali, nella fregata si aggiunse una quarta vela, chiamata controvelaccio. Velacci e controvelacci apparvero anche sull’albero di mezzana, al di sopra della randa, portando così il numero complessivo delle vele innalzate dalla fregata a 18.
A esse andavano aggiunte, a seconda delle necessità della navigazione e delle circostanze belliche, piccole vele supplementari, accostate a quelle quadre, dette "forza di vele" per aumentare e mantenere costante la velocità della nave in caso di scarso o debole vento.
Le dimensioni di una fregata tipica del Settecento erano: lunghezza circa 55 m fuori tutto, cioè da prua a poppa; circa 45 m alla linea di galleggiamento; larghezza 12 metri. Imbarcato anche sulle navi mercantili per difesa da eventuali attacchi corsari, a bordo delle fregate fece la sua apparizione un cannone di grosso calibro ma di struttura particolarmente leggera, la carronata. Essa divenne ben presto l’elemento di
punta dell’artiglieria navale poiché poteva tirare sia a palla che a mitraglia e aveva bisogno di soli tre uomini per il suo funzionamento. Accanto ai grossi calibri, la fregata disponeva anche di armi più leggere per il combattimento ravvicinato.

friedrick La fregata venne impiegata essenzialmente nella guerra da corsa, oppure nella scorta ai convogli o nel pattugliamento di zone dove più facilmente si potevano incontrare unità nemiche. Le prolungate guerre anglo-francesi del XVI11 e XIX secolo videro a poco a poco le grandi fregate inglesi crescere di potenza.
La fregata ebbe anche compiti operativi nell’osservazione dei movimenti e delle manovre delle flotte; come esploratrice e porta ordini, manteneva i contatti fra le varie squadre oppure rimorchiava fuori della linea di battaglia le navi compromesse negli scontri a fuoco. Era infatti convenzione che durante il combattimento i vascelli di linea non facessero fuoco sulle fregate, anche se casualmente coinvolte nella mischia. Dopo il 1815, con il concludersi delle guerre napoleoniche, la fregata era divenuta la nave più diffusa belle marine dei principali paesi.

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